Investire in formazione e innovazione

I progetti Digitalizzazione diffusa del sistema pubblico regionale finanziato dal POR FESR 2014 – 2020 e da Scuola Digitale Liguria, finanziato dal POR FSE 2014 – 2020 e con la conduzione operativa di Liguria Digitale, sembravano impossibili per il Comune di Savona. Dopo una iniziale rinuncia, dovuta alla carenza di spazi e di personale, mi sono messa personalmente in moto per non perdere l’occasione di vedere il Laboratorio territoriale realizzato anche nel nostro capoluogo. Mi sono confrontata con diverse realtà cittadine e alla fine ho trovato la possibilità di andare avanti grazie all’interesse e alla fattiva collaborazione dell’Istituto Ferraris-Pancaldo e della Provincia di Savona. Dopo aver praticamente scritto il progetto, coadiuvata dalla prof.ssa Elisabetta Molinaro, dalla prof.ssa Greta Marchisello e con la supervisione del dirigente Alessandro Gozzi, siamo riusciti a raggiungere il risultato.

Ma andiamo con ordine: intanto cos’è un laboratorio territoriale? Uno spazio tecnologico attrezzato con strumenti digitali per molteplici attività: tablet, pc, stampanti 3D, videocamere, componenti robotici, visori tridimensionali per la realtà aumentata, il tutto messo a disposizione di studenti, cittadini, imprese e associazioni del territorio grazie a un sistema di prenotazioni direttamente gestito da un portale della Regione.

Per avere un laboratorio territoriale digitale in ogni città capoluogo, com’era previsto dal progetto, c’era prima di tutto bisogno di spazio. Ho interpellato la Provincia che ha così messo a disposizione dell’Istituto alcuni locali inutilizzati, e la scuola si è fatta carico di sistemarli per accogliere la dotazione informatica messa a disposizione dalla Regione. Il risultato è stato un ambiente innovativo, accogliente, colorato e super-attrezzato, come potete vedere nel video dell’inaugurazione del 6 novembre 2019.

Stavamo organizzando l’evento di apertura dedicato alle scuole della provincia e a tutti i possibili utenti quando, il 24 febbraio, le scuole sono state chiuse preventivamente a causa del coronoavirus e il laboratorio è rimasto congelato, come tutte le altre attività. Ora c’è il grande desiderio di metterlo finalmente a disposizione di tutti, secondo le norme di sicurezza anti-Covid, ma ci sono ancora molte incertezze. La speranza è che si possa innanzitutto tornare a scuola, perché la chiusura ha in sé conseguenze negative a lungo termine in molteplici aspetti (sui livelli di apprendimento e sullo sviluppo di bambini e ragazzi, per esempio), e poi naturalmente di poter fruire di questo spazio per consentire a tutti di poter conoscere e provare le nuove possibilità offerte dalla scienza e dalla tecnologia. Il tutto sempre seguendo gli obiettivi dell’Agenda 2030, che in questo caso sono il 4 (Istruzione di qualità), il 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture) e l’11 (Città e comunità sostenibili).

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