Ambiente urbano (e arte)

Avete presente quella sensazione che colpisce quando, provenendo da una strada assolata, si arriva sotto l’ombra degli alberi di un viale o di un giardino? Freschezza e aria pulita, temperatura inferiore e benessere. Per questo le aree verdi all’interno delle città sono molto importanti: migliorano la qualità dell’aria e danno sollievo e riposo ai cittadini. Il 26° rapporto Ecosistema urbano (che trovate qui con belle infografiche del Sole 24 ore), vede la città di Savona al 39° posto nella classifica generale su 104 città esaminate.

Tra le varie macroaree che Legambiente e Ambiente Italia hanno identificato per stilare le classifiche, in quella Ambiente scendiamo al 73° per le isole pedonali, al 99° per numero di alberi ogni 100 abitanti – suppongo siano state escluse le zone non urbane perché altrimenti dovremmo essere al primo posto se pensiamo a com’è fatto il territorio comunale (basta un’occhiata a googlemaps per avere un’idea del verde presente nei confini comunali)–, al 101° per il verde urbano (mq/abitante), al 60° per il solare termico e fotovoltaico, al 44° per l’uso efficiente del suolo.

Va meglio l’area Aria dove saliamo al 34° per il biossido di azoto e raggiungiamo un ottimo 20° sui Pm10 ma scendiamo al 51° per l’ozono. Nell’area Acqua ci sono alti e bassi: 70° posto per i consumi idrici domestici, 40° per la dispersione della rete idrica e conquistiamo un bel 26° in capacità di depurazione acque. Per chi mugugna sul trasporto pubblico: nella categoria Mobilità siamo al 33° come passeggeri del trasporto pubblico (numero passeggeri/abitanti), ben al 19° come offerta del trasporto pubblico (chilometri percorsi annualmente dal complesso delle vetture divisi per abitanti; km-vettura/abitante/anno), e tocchiamo il 12° posto sul tasso di motorizzazione (numero di auto per 100 abitanti); siamo fortunatamente all’89° per gli incidenti stradali (morti e feriti/1000 abitanti), solo al 71° per le piste ciclabili (ma sono dati 2018 pubblicati nel 2019 quando ancora non era stata realizzata la pista ciclabile di via Stalingrado). Nell’area Rifiuti siamo al 67° come produzione di rifiuti urbani procapite (kg/abitante), e al 74° per la raccolta differenziata (che però è in arrivo).

Questi dati sono utilissimi per i cittadini e per gli amministratori perché in modo disarmante, come solo i numeri sanno fare, indicano chiaramente qual è la strada da percorrere nella pianificazione di qualsiasi tipo di azione.

Cosa c’entra la foto del Tempietto Boselli in apertura? C’entra perché nei giardini circostanti è stata da poco terminata la nuova pavimentazione drenante nell’ambito del progetto ADAPT (Interreg Marittimo Italia-Francia) che si inserisce nelle iniziative a contrasto della fragilità territoriale (in supersintesi: se piove molto non si allagano le strade). Questa azione rientra nella Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 come “prevenzione dei rischi naturali e antropici e rafforzamento delle capacità di resilienza di comunità e territori”.

Concludo con un link per chi volesse saperne di più sul Tempietto Boselli: vi accorgerete che non è una pagina qualunque bensì quella del portale Art Bonus, perché c’è bisogno di trovare un mecenate (meglio più di uno) che riesca a risolvere i suoi problemi di salute, perché gli anni passano non tanto per l’opera ma per la struttura del pergolato che lo circonda.

PS le posizioni delle altre città liguri nella classifica generale: La Spezia 21°, Genova 73°, Imperia 90°.

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