La campagna elettorale

Ci siamo quasi, tra pochi giorni si va alle urne. Inevitabile fermarsi un momento e confrontare quello che sono riuscita a fare in un mese con le campagne fatte dagli altri candidati. La prima enorme differenza è proprio qui: ho voluto questo come mezzo di comunicazione e confronto e non l’onnipresente Facebook. Cliccando sui vari banner dei candidati che sono sui media online si finisce inevitabilmente lì. Certo, chi può ha anche il sito ma viene considerato secondario al social; anzi, per qualcuno è una semplice landing page priva di altri contenuti se non la foto del santino.

Su Facebook c’è di tutto e c’è spesso la presenza dei familiari del candidato che lo/la sostengono (o meglio sopportano) in questa attività pre-elettorale in cui sembra che si debba andare ovunque, incontrare chiunque, essere onnipresenti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Io ho preferito non coinvolgere pubblicamente i miei familiari, mio figlio specialmente essendo minorenne: non sono nemmeno sul mio profilo privato se non raramente e rigorosamente di spalle, figuriamoci qui. Non che la legge non lo consenta, anzi è molto chiara: le fotografie dei minori possono essere pubblicate su internet previo consenso di entrambi i genitori. Poi, dai 14 anni è necessario anche il consenso del familiare minorenne. In teoria, quindi, basta essere d’accordo con l’altro genitore (in caso contrario si posta la foto sfocata o coperta): in pratica, però, anche se siamo tutti d’accordo, non possiamo essere certi di dove andranno a finire quelle foto di vacanze al mare, di pranzi di famiglia o di chissà quale altra attività abbiamo congelato con un clic a futura memoria. Ma soprattutto, può essere che un elettore scelga di votare un candidato anche perché si mostra con partner e figli in foto formato famiglia mulino bianco?

Altre differenze: la presenza sui media. Appena resa pubblica la notizia della mia candidatura ho ricevuto diverse proposte di pubblicità elettorali su radio e media online, dai costi diciamo “impegnativi” per me che non ero assolutamente preparata ad affrontare questa avventura. Ho fatto due investimenti in pubblicità: su un giornale online e su un settimanale cartaceo. Infine, ho dovuto fare i famosi santini e i manifesti per gli spazi elettorali, spazi che ho scoperto essere preziosissimi: solo due per ogni lista, e in ogni lista in genere ci sono più di due candidati. Cosa succede allora? Si appiccica il manifesto alla sera e al mattino dopo si è coperti dalla faccia di un altro. E qui le famose “biciclette” tornano utili (la possibilità di indicare due preferenze nella stessa lista purché di genere diverso) perché in un solo manifesto ci sono due facce.

Come già detto, non avevo stanziato un budget, non avevo tempo e modo di organizzare una vera campagna elettorale, non ho nemmeno uno sponsor e quindi ho chiesto quali potessero essere i metodi più rapidi ed economici per far girare la voce della mia candidatura. La risposta è stata l’app più diffusa nel mondo, forse seconda solo a Facebook (che infatti se l’è comprata): WhatsApp. Senza budget, senza sostegno e soprattutto senza tempo, questo servizio di messaggistica istantanea è stato utilissimo per far conoscere il mio sito e diffondere la notizia che ero diventata ufficialmente una candidata alle prossime elezioni regionali.

Sono riuscita poi ad aprire un profilo Instagram dedicato ma, senza ufficio stampa e con una famiglia (anche se invisibile ai più) in aggiunta agli impegni di lavoro, più di tanto non riesco fare. Stesso discorso per Linkedin e Twitter, che ho da anni ma uso poco se non ora per condividere i nuovi articoli che pubblico qui.

Nei miei incontri reali (ma anche attraverso il web) ho avuto a che fare con diverse realtà e categorie ma la cosa che accomuna tutti è la scarsa fiducia in un sistema immobile, che non guarda più al bene della comunità ma a risultati spesso egoistici e a breve termine. Inoltre, ho riscontrato parecchie difficoltà a comprendere i meccanismi del voto (voto disgiunto e doppia preferenza di genere). Tra poco più di 48 ore si chiuderà questa campagna elettorale, per me la prima in assoluto, ma per il bilancio e i dettagli vi rimando alla prossima settimana.

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